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Contrariamente a quanto speravo ardentemente, lei non la prese affatto bene e si vendicò col suo datore di lavoro, facendosi scopare sullo sgangherato divano che avevano nel retro-bottega. rapita, ha cominciato ad accarezzarmi il collo e la spalla… e la cosa mi eccitò a tal punto che dovetti cercare sollievo sulla punta del polpastrello.

Quando, con aria di sfida, mi confidò il fatto, provai uno strano, inquietante brivido di eccitazione al pensarla goduta da un altro uomo, alle loro bocche che si baciano, alle loro lingue che si intrecciano, alle sue labbra che si chiudono delicatamente attorno alla cappella dell’altro, alla sua morbida fichetta che si schiude per accogliere questo cazzo sconosciuto… Poi, però, pensai anche a mio fratello, mentre il respiro cominciava a calmarsi: nella sua attività sarebbe stato additato, sbeffeggiato, deriso, insultato, rovinato; no, avrei fatto tutto ciò che volevano per non rovinarlo! cosa poteva capitarmi di “peggio” -un brivido di piacere mi scorse lungo la schiena- di quello che mi era capitato qualche sera prima?

Per questo, con Giulia, ci eravamo giusto detti che, se fosse capitata una occasione puramente sessuale –non affettiva, ovvio! Ma, soprattutto, massima sincerità, as-solutamente! Però provavamo a fare gli emanci-pati, ma avevamo in realtà secoli di tradizionale cultura alle spalle e quindi quella bella dichiarazione di principio era rimasta appunto tale, mentre vigilavamo ferocemente che il nostro partner non si… Dopo circa un anno che “uscivamo insieme”, mi trovai a dover partire militare, scara-ventato in un’altra regione, a centinaia di chilometri da casa. - ed ancora vibrante del piacere che l’aver scoperto al mia vena masochista mi aveva dato.

Quante manciate di gettoni telefonici, la sera, per parlare con Giulia, così lontana! mi ha scostato le labbrine e mi ha messo dentro tre dita… Mi doleva il culetto, brutalmente violato, mi doleva la fichetta -che aveva dovuto ospitare la mano di mia cognata-, i capezzoli che erano stati stretti e maltrattati dalle forti dita di Mario, ma ero -finalmente- soddisfatta.

Lì per lì, rimasi molto male e litigammo, ma poi capii che, in realtà, avevo torbidamente sperato proprio in un diniego e la cosa, anzi, mi fece eccitare all’inverosimile. Venni -infine- tolta da quella dolorosa posizione e stesa prona sul tavolo, dove i presenti mi ispezionarono il mio povero culo bruciante, inserendomi – me ne accorsi solo in un secondo tempo! - e nel culo: anche lì mi trovai ad ospitare due cazzi contemporaneamente!